Fibbia dei vini

Vintigni


La varietà di vitigni che si può incontrare in Alto Adige è ricca tanto quanto quella dei paesaggi della provincia; essa è il risultato di un'eccezionale interazione tra le caratteristiche del suolo e quelle del clima nelle diverse nicchie locali. Ben tre importanti vitigni sono autoctoni dell'Alto Adige e hanno qui la loro dimora: la Schiava, il vino più tipico e conosciuto della zona, il Gewürztraminer, che si è diffuso in tutto il mondo, e infine il Lagrein, anch'esso un vino dalla diffusione e dal prestigio internazionali.

L'Alto Adige produce in media circa 400.000 ettolitri di vino all'anno. Il 65% della produzione è costituito da vini rossi, il restante 35% da bianchi. Quasi il 70% dei vini rossi sono ottenuti dalle tipiche uve Schiava nelle loro diverse varietà. Alla testa della produzioni di vini bianchi si trovano il Pinot bianco e lo Chardonnay, che insieme costituiscono più del 50% della produzione.

Vini bianchi


Pinot bianco
Superficie di produzione: 542 ha
Zona di produzione: L'intera area vinicola altoatesina, ad eccezione della Valle Isarco.
Caratteristiche: Il Pinot bianco è un vino bianco fresco e fruttato, di colore giallo verdognolo fino a giallo chiaro,  con leggero profumo di mela e sapore pieno. Chiare note di noci, mele, foglie verdi, e aroma di burro nel vino di buona maturazione.
Abbinamenti consigliati: È adatto per antipasti leggeri e piatti a base di pesce, apprezzato anche come aperitivo.
Temperatura di servizio: 10-12 C
Denominazioni DOC: Pinot bianco dell'Alto Adige, Alto Adige Terlano Pinot bianco, Alto Adige Valle Venosta Pinot bianco



Chardonnay
Superficie di produzione: 468 ha
Zona di produzione: Soprattutto Bassa Atesina e Oltradige; conca di Bolzano, Valle dell'Adige
Caratteristiche: Lo Chardonnay è un vino bianco molto apprezzato e richiesto, di colore giallo verdognolo, dal profumo delicatamente fruttato e secco, sapore fresco e vivace. Note di ananas, banane, mele, pere, agrumi, caramello, vaniglia e burro.
Abbinamenti consigliati: Viene spesso gustato come aperitivo e accompagnato con antipasti e pesce.
Temperatura di servizio: 10-12 C (barrique anche 12-14 C)
Denominazioni DOC: Chardonnay dell'Alto Adige, Alto Adige Terlano Chardonnay, Alto Adige Val Venosta Chardonnay



Pinot grigio
Superficie di produzione: 343 ha
Zona di produzione: Bassa Atesina, Oltradige, Merano, conca di Bolzano, Valle dell'Adige, Val Venosta, Valle Isarco
Caratteristiche: Il Pinot grigio è un vino bianco pieno e ricco di estratto, di colore giallo paglierino, con profumo delicato e sapore gradevolmente morbido. Nei vini a piena maturazione risaltano note di noci e miele.
Abbinamenti consigliati: Si presta ottimamente ad accompagnare piatti a base di funghi,  pesce e frutti di mare. Consigliato anche come vino da aperitivo.
Temperatura di servizio: 11-13 C
Denominazioni DOC: Pinot grigio dell'Alto Adige, Alto Adige Valle Isarco Pinot grigio, Alto Adige Terlano Pinot grigio, Alto Adige Val Venosta Pinot grigio



Gewürztraminer
Superficie di produzione: 274 ha
Zona di produzione: Soprattutto Bassa Atesina e Oltradige; conca di Bolzano, Valle dell'Adige, Valle Isarco, Val Venosta, Merano
Caratteristiche: Il Gewürztraminer è, nel frattempo, uno dei vini più richiesti dell'Alto Adige. È un vino bianco di colore giallo paglierino fino a giallo oro, ben strutturato, con profumo leggero, talvolta pronunciato e gradevolmente secco, e un aroma leggermente saporito. Accanto a lievi note speziate si avvertono anche sfumature di chiodi di garofano, rose e litchi.
Abbinamenti consigliati: È indicato per antipasti di pesce, paté, fegato d'oca, ma è adatto anche come eccellente aperitivo o vino da dessert.
Temperatura di servizio: 11-13 C
Denominazioni DOC: Gewürztraminer dell'Alto Adige, Alto Adige Valle Isarco Gewürztraminer, Alto Adige Val Venosta Gewürztraminer



Müller Thurgau
Superficie di produzione: 155 ha
Zona di produzione: Valle Isarco, conca di Bolzano, Oltradige, Bassa Atesina, Val Venosta, Valle dell'Adige
Caratteristiche: Il Müller Thurgau è un vino bianco gustoso dal colore giallo verdognolo fino a giallo chiaro, con profumo delicato con note erbacee e di noce moscata, sapore fresco e aromatico.
Abbinamenti consigliati: È adatto come vino da aperitivo, ma anche con antipasti, pesce bollito o alla griglia.
Temperatura di servizio: 10-12 C
Denominazioni DOC: Müller Thurgau dell'Alto Adige, Alto Adige Valle Isarco Müller Thurgau, Alto Adige Terlano Müller Thurgau,  Alto Adige Val Venosta Müller Thurgau  



Sauvignon
Superficie di produzione: 137 ha
Zona di produzione: Soprattutto Bassa Atesina e Oltradige, conca di Bolzano, Valle dell'Adige, Val Venosta
Caratteristiche: Il Sauvignon è un vino bianco fine, leggermente aromatico, di colore giallo verdognolo, dal profumo intensamente erbaceo e  sapore fresco e deciso con delicati aromi di peperone verde e uva spina.
Abbinamenti consigliati: Si sposa ottimamente con asparagi, zuppa di cipolle, lumache, crostini alle cervella, piatti a base di pesce; anche come vino da aperitivo.
Temperatura di servizio: 10-12 C
Denominazioni DOC: Sauvignon dell'Alto Adige,  Alto Adige Terlano Sauvignon, Alto Adige Val Venosta Sauvignon



Silvaner
Superficie di produzione: 90 ha
Zona di produzione: Soprattutto Valle Isarco; conca di Bolzano, Valle dell'Adige
Caratteristiche: Il Silvaner è un bianco gradevolmente fresco, di colore da giallo chiaro a verdognolo, con un profumo di fieno tagliato e un leggero sapore che rievoca l'uva spina.
Abbinamenti consigliati: Si beve con asparagi e piatti a base di pesce, o semplicemente come aperitivo.
Temperatura di servizio: 10-12 C
Denominazioni DOC: Silvaner dell'Alto Adige, Alto Adige Valle Isarco Silvaner, Alto Adige Terlano Silvaner



Goldmuskateller
Superficie di produzione: 35 ha
Zona di produzione: Oltradige, Bassa Atesina, Valle dell'Adige, conca di Bolzano
Caratteristiche: Il Moscato giallo è un vino da dessert fine ed aromatico, di colore da giallo a giallo oro, con un profumo di uva  moscato  e un sapore marcatamente dolce. Spesso presenta sfumature di agrumi e mele al forno.
Abbinamenti consigliati: Questo vino da dessert si gusta con krapfen, strudel e torte; nella versione secca è adatto anche come aperitivo.
Temperatura di servizio: 8-10 C
Denominazioni DOC: Moscato giallo dell'Alto Adige



Riesling
Superficie di produzione: 34 ha
Zona di produzione: Val Venosta, Bassa Atesina, conca di Bolzano, Valle dell'Adige, Valle Isarco
Caratteristiche: Il Riesling, originario della Germania, è un vino bianco fine, di colore da giallo chiaro a verdognolo, con  un aroma tenue e leggermente etereo da cui spesso risaltano note di pesca, albicocca, cotogna e  mele verdi. Il sapore è vivace ed elegante.
Abbinamenti consigliati: Adatto con zuppa di cervella, cocktail di gamberetti, frutti di mare, aragosta, o come vino da aperitivo.
Temperatura di servizio: 10-12 C
Denominazioni DOC: Riesling dell'Alto Adige, Alto Adige Terlano Riesling, Alto Adige Valle Isarco Riesling, Alto Adige Val Venosta Riesling


Kerner
Superficie di produzione: 19 ha
Zona di produzione: Valle Isarco e Val Venosta
Caratteristiche: Il Kerner è un bianco aromatico dal carattere deciso, di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, con profumo delicato, sapore secco e pieno dai leggeri toni di noce moscata.
Abbinamenti consigliati: È indicato per antipasti leggeri, pesce alla griglia e come aperitivo.
Temperatura di servizio: 10-12 C
Denominazioni DOC: Kerner dell'Alto Adige, Alto Adige Valle Isarco Kerner, Alto Adige Val Venosta Kerner



Veltliner
Superficie di produzione: 11 ha
Zona di produzione: Valle Isarco
Caratteristiche: Il Veltliner è un vino bianco fresco e fruttato, gradevolmente aromatico di colore da verdognolo a giallo chiaro, con delicati aromi di fiori ed erbe.  Abbinamenti consigliati: È adatto con formaggi freschi, antipasti di pesce, pesce bollito o alla griglia  e come aperitivo.
Temperatura di servizio: 8-10 C
Denominazioni DOC: Alto Adige Valle Isarco Veltliner



Riesling italico
Superficie di produzione: 6 ha
Zona di produzione: Bassa Atesina, Oltradige, conca di Bolzano, Valle dell'Adige
Caratteristiche: Il Riesling italico è un vino bianco fresco e vivace, di colore da verdognolo a giallo chiaro,  nel profumo piuttosto delicato e tenue, ma in compenso fresco e gradevole nel sapore,  in cui si colgono leggeri sentori di ribes, uva spina,  mele verdi e caramelle acidule.
Abbinamenti consigliati: Si serve con antipasti leggeri, piatti a base di pesce o come aperitivo.
Temperatura di servizio: 8-10 C
Denominazioni DOC: Riesling italico dell'Alto Adige, Alto Adige Terlano Riesling italico


Vini rossi


Schiava
Superficie di produzione: 1.942 ha
Zona di produzione: L'intera area vinicola dell'Alto Adige.
Caratteristiche: La Schiava è un vino leggero a basso contenuto tannico, di colore rubino chiaro fino a rosso rubino intenso. Ha un sapore gradevolmente tenue e fruttato,  da cui traspare spesso un leggero sentore di mandorle amare.
Abbinamenti consigliati: Vino adatto anche per fuori  pasto, si accompagna bene con antipasti e specialità tipiche della cucina tirolese, speck e affettati, ma anche con carni bianche e formaggi dolci.
Temperatura di servizio: 14-16 C
Denominazioni DOC: Caldaro o Lago di Caldaro, Alto Adige Santa Maddalena,  Alto Adige Colli di Bolzano, Alto Adige Merano, Schiava dell'Alto Adige, Schiava grigia dell'Alto Adige



Lagrein
Superficie di produzione: 306 ha
Zona di produzione: Soprattutto conca di Bolzano, Bassa Atesina, Oltradige, Valle dell'Adige
Caratteristiche: Il Lagrein Kretzer o Rosé è un vino dal colore rosato fino a rubino chiaro,  con profumo delicato e gradevole. Il sapore è fresco e stimolante.
Abbinamenti consigliati: Si abbina bene ad antipasti sostanziosi, pesce affumicato e carni bianche.
Temperatura di servizio: 12-14 C
Denominazioni DOC: Lagrein Kretzer  o Rosé dell'Alto Adige
Caratteristiche: Il Lagrein si presenta in un colore rosso rubino e rosso granata intenso, con un gradevole profumo di viole e more,  sapore pieno e vellutato con sfumature  leggermente aspre.
Abbinamenti consigliati: Si sposa bene  con cacciagione, carni rosse e formaggi stagionati.
Temperatura di servizio: 16-18 C
Denominazioni DOC: Lagrein dell'Alto Adige



Pinot nero
Superficie di produzione: 293 ha
Zona di produzione: Soprattutto Bassa Atesina e Oltradige; conca di Bolzano, Valle dell'Adige, Val Venosta
Caratteristiche: Il Pinot nero è un vino di colore rosso rubino fino a rosso granata,  ad alto contenuto tannico, con un profumo intenso ed  etereo di frutti di bosco ed un sapore pieno e persistente.
Abbinamenti consigliati: È particolarmente adatto con piatti robusti a base di carne, cacciagione e formaggi stagionati saporiti.
Temperatura di servizio: 16-18 C
Denominazioni DOC: Pinot nero dell'Alto Adige,  Alto Adige Val Venosta Pinot nero



Merlot
Superficie di produzione: 192 ha
Zona di produzione: Bassa Atesina, Oltradige, conca di Bolzano, Valle dell'Adige
Caratteristiche: Il Merlot è un vino rosso gradevolmente asprigno originario della Francia, di colore  rosso granata fino a rosso granata scuro.  Il profumo leggermente erbaceo ricorda la  vite americana, il suo sapore è pieno e  leggermente aspro, con aromi di ciliegia selvatica  e ribes.
Abbinamenti consigliati: Vino particolarmente adatto per cacciagione, selvaggina da piuma e  formaggi piccanti.
Temperatura di servizio: 18-20 C
Denominazioni DOC: Merlot dell'Alto Adige



Cabernet
Superficie di produzione: 175 ha
Zona di produzione: Bassa Atesina, Oltradige, Valle dell'Adige, conca di Bolzano
Caratteristiche: Il Cabernet fa parte dei vini rossi di pieno corpo, dal colore rosso granata a rosso  granata intenso, con un profumo pieno e terreo ed un sapore leggermente aspro. In esso si avvertono note di ribes nero, frutta secca,  cioccolato, peperone verde, legno di cedro e tabacco.
Abbinamenti consigliati: Si accoppia bene con carni rosse, cacciagione e formaggi piccanti.
Temperatura di servizio: 16-18 C
Denominazioni DOC: Cabernet dell'Alto Adige, Cabernet Sauvignon dell'Alto Adige



Rosenmuskateller
Superficie di produzione: 10 ha
Zona di produzione: Oltradige, Bassa Atesina, conca di Bolzano, Valle dell'Adige
Caratteristiche: Il Moscato rosa è un vino da dessert delicato e aromatico  di origine siciliana, dal colore rosso rubino chiaro e con un intenso profumo di rosa.  Il suo aroma è pieno, dolce e aromatico.
Abbinamenti consigliati: È adatto con diversi dessert, ad esempio strudel ai semi di papavero e krapfen.
Temperatura di servizio: 10-12 C
Denominazioni DOC: Moscato rosa dell'Alto Adige



Malvasia
Superficie di produzione: 2 ha
Zona di produzione: Bolzano, Valle dell'Adige, Bassa Atesina, Oltradige
Caratteristiche: Il Malvasia è un vino  rosso chiaro dai riflessi color salmone,  con un profumo particolare e allo stesso tempo fine e delicato ed un gusto gradevolmente armonico.
Abbinamenti consigliati: Si consiglia con piatti saporiti a base di pesce, arrosto di coniglio e cacciagione.
Temperatura di servizio: 13-15 C
Denominazioni DOC: Malvasia dell'Alto Adige


Cuvée
Accanto ai numerosi vini ottenuti da uve di monovitigno, negli ultimi anni in Alto Adige vengono vinificati in crescente misura anche uvaggi di varietà diverse. Così il disciplinare di produzione consente di produrre cuvée di Lagrein e Cabernet, Lagrein e Merlot, nonché di Cabernet e Merlot.
Per la denominazione di vini bianchi  particolari è prevista la specificazione "Alto Adige Bianco"; questi vini sono costituiti almeno per il settantacinque per cento da Chardonnay, Pinot bianco e Pinot grigio, e per il rimanente da Müller Thurgau, Sauvignon, Riesling, Sylvaner, Gewürztraminer e Kerner.
Ottimi risultati sono stati conseguiti  dai maestri cantinieri dell'Alto Adige anche con i vini dolci. Questi vini, che portano la specificazione aggiuntiva  "vendemmia tardiva" o "passito", si distinguono per  il loro tenore zuccherino residuo particolarmente elevato, e sono solitamente ottenuti da uve di varietà diverse.


I vini dolci


Nella storia vinicola dell'Alto Adige sono stati prodotti quasi sempre vini secchi, vale a dire privi di estratto secco. Le uniche eccezioni sono costituite dai classici vini dolci dell'Alto Adige, considerati da sempre come rare e pregiate specialità locali: l'amabile e speziato Moscato rosa e l'aromatico Moscato giallo.

Da alcuni anni le cantine dell'Alto Adige producono in misura sempre crescente vini dolci di tutto rilievo, seguendo i grandi modelli francesi e italiani. Il Passito dell'Alto Adige (detto "Strohwein"; dall'usanza di essiccare l'uva su graticci di paglia, in tedesco "Stroh") e i vini prodotti da uve vendemmiate tardivamente di Traminer aromatico, Sauvignon, Pinot bianco e di tutte le altre varietà bianche cominciano a essere tra i più richiesti vini dolci italiani.


Lo spumante dell'Alto Adige


Dall'inizio del secolo scorso in Alto Adige si produce spumante secondo il classico procedimento di fermentazione in bottiglia. Per gli spumanti base vengono utilizzate uve selezionate e con denominazione di origine controllata (DOC) delle tre varietà Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero. Severe norme di produzione regolano i processi di fermentazione, la rotazione giornaliera delle bottiglie (remuage) e la rimozione dei lieviti o sboccatura (dégorgement) nonché l'imbottigliamento finale.

Ogni anno i produttori di spumanti dell'Alto Adige mettono in bottiglia, con cura e impegno, quasi 150.000 bottiglie di spumante; si tratta di un vino che seduce con il suo sapore fresco, delicato e frizzante, l'aroma fruttato e piacevolmente secco e le tipiche, lievi sfumature di lievito.



Zone vinicole


Vale sicuramente la pena fare un viaggio alla scoperta dei molteplici paesaggi vinicoli dell'Alto Adige. La Val d'Isarco invita a conoscere i suoi bianchi frizzanti e dal carattere risoluto, mentre la zona attorno a Bolzano propone un Santa Maddalena vellutato e robusto e un Lagrein deciso. In Oltradige va riscoperta la famosa Schiava del Lago di Caldaro e in Bassa Atesina (magari proprio nel suo luogo d'origine, Termeno) il Gewürztraminer dal fine sapore speziato. Il Burgraviato e Merano sono famosi non soltanto per le ottime cure con l'uva, mentre la più recente zona vinicola DOC, la Val Venosta, riserva all'ospite alcune varietà inconsuete e speciali. Inoltre le cantine e i vigneti dell'Alto Adige offrono un'intera gamma dei vini di ottima qualità, ottenuti dai vitigni più pregiati a livello internazionale.


La Val Venosta
La Val Venosta è dal 1995 la più recente zona vinicola DOC dell'Alto Adige. Fino agli anni 1970 vi si praticava un'agricoltura e una produzione vinicola destinate soprattutto al consumo locale. Oggi più di 300 viticoltori coltivano i vigneti tra Parcines e Corzes. La superficie coltivata è di 60 ettari, l'18% delle zone vinicole dell'intero Alto Adige. Sono state introdotte nuove varietà: tra i vini rossi primeggia il Pinot nero, che in determinate situazioni climatiche locali ottiene ottimi risultati anche fino a 800 metri di altitudine; tra i bianchi eccellono il Pinot bianco e il Müller Thurgau. Vengono inoltre coltivati il Kerner, il Gewürztraminer, il Riesling e anche un'antica varietà locale, il Fraueler.

Questi i vini DOC che dal 1995 portano il marchio "Valle Venosta": tra i bianchi lo Chardonnay, il Kerner, il Müller Thurgau, il Pinot bianco, il Ruländer (Pinot grigio), il Riesling e il Traminer aromatico, tra i rossi il Pinot nero e la Schiava.



Merano & dintorni 

Il Burgraviato e Merano sono noti a livello mondiale non solo come le zone di cura per eccellenza dell'Alto Adige: Merano e le località turistiche e vinicole circostanti (Lagundo, Tirolo, Scena, Marlengo e Lana) hanno dei tratti inconfondibili anche come zone di produzione di vini di qualità. Temperature miti per tutto l'anno e precipitazioni regolari donano a questa zona un clima equilibrato, in cui le viti crescono nel migliore dei modi. I terreni sabbiosi, di media pesantezza oppure leggeri e argillosi lasciano scorrere via velocemente l'umidità in eccesso, mentre il vento leggero e asciutto che proviene dalle montagne circostanti fornisce l'aerazione ideale. Il risultato di queste condizioni sono vini energici e vigorosi. Su duecento ettari scarsi viene ottenuto da diverse varietà di Schiava l'"Alto Adige Meranese".

Il Burgraviato è stata la prima zona vinicola dell'Alto Adige a ottenere, nel 1971, l'ambito marchio di protezione e certificazione DOC con la denominazione "Alto Adige Meranese".



La media Val d'Adige

Nella media Val d'Adige tra Bolzano e Merano giace la conca di Terlano, famosa per i suoi vini bianchi. Sulle pendici montuose attorno a Terlano il clima caldo e ben aerato e il suolo nato dall'erosione di rocce porfiriche e ricoperto di sabbia alluvionale favoriscono la maturazione di uve bianche dalle caratteristiche particolari, corpose e ricche di sali minerali. Il centro della coltivazione e produzione dei vini bianchi sono i comuni di Terlano, Nalles e Andriano. Vini capofila sono il Pinot bianco e il classico Sauvignon di Terlano; seguono lo Chardonnay, l'"Alto Adige Terlano" senza specificazione di varietà (ma che contiene almeno il 50% di Pinot bianco e/o di Chardonnay), il Riesling, il Müller Thurgau e il Silvaner.

Particolarmente pieni e corposi sono anche i vini rossi della media Val d'Adige, sempre a causa delle particolari condizioni climatiche e del terreno sabbioso in superficie e argilloso in profondità. Il Cabernet di Nalles ottiene livelli di qualità internazionali e il Merlot di Settequerce raggiunge qui la sua forma migliore.



Bolzano & dintorni

Bolzano, capoluogo dell'Alto Adige, sorge al centro della conca omonima, alla confluenza tra l'Adige e l'Isarco, ed è circondata da vigneti e frutteti. La fama di Bolzano come città vinicola è dovuta a due vitigni autoctoni, il Santa Maddalena e il Lagrein.

Tra le migliori zone vinicole dell'Alto Adige appartengono da sempre le colline e i pendii di Santa Maddalena, sopra Bolzano. Il Santa Maddalena è coltivato su una superficie di poco più di 300 ettari di vigneti. All'altro lato di Bolzano, nel quartiere cittadino di Gries, il Lagrein dell'Alto Adige trova le sue migliori condizioni di crescita sui terreni detritici e ben aerati situati lungo il Talvera e l'Isarco. All'interno del comune di Bolzano e nei dintorni della città si trovano circa 250 ettari di vigneti coltivati a Lagrein.

Va infine ricordato il Colli di Bolzano, una Schiava amabile e leggera, di cui esistono più varietà; esso è coltivato su venti ettari scarsi, situati dentro e attorno a Bolzano, un'area che si è guadagnata una propria denominazione di origine controllata.



Val d'Isarco

In Val d'Isarco sono coltivati a vite non meno di 225 ettari di terreno, quasi il 4,5% della superficie vinicola complessiva dell'Alto Adige. Oggi vi si producono quasi esclusivamente vini bianchi. Le vigne si trovano nelle posizioni migliori della valle e cioè sul lato a sud. Le condizioni del terreno (un misto di sabbia, ghiaia e clausite) hanno effetti positivi sulla qualità delle uve. I vini bianchi della Val d'Isarco crescono in condizioni dure ma nel complesso favorevoli, che conferiscono loro un carattere speciale. Notti fresche o fredde, giornate miti o calde e una buona aerazione contribuiscono a dare a questi vini bianchi i loro aromi fruttati e sottili, la loro nobile eleganza, la loro secca asprezza e la loro attraente franchezza del gusto.

Silvaner, Müller-Thurgau, Gewürztraminer, Veltliner, Kerner, Ruländer (Pinot grigio) e Riesling; questi sono oggi i vini bianchi DOC della Val d'Isarco. L'unico rosso DOC della zona è il "Klausner Laitacher". 



Oltradige

L'Oltradige, per molti la quintessenza della tradizione vinicola dell'Alto Adige, si trova in una bella posizione ai piedi delle montagne della Mendola, sulle morbide colline della Val d'Adige occidentale tra Bolzano e Termeno. I due comuni di Appiano e Caldaro, entrambi ricchi di tradizioni vinicole, sono al tempo stesso anche i due comuni coltivati a vite più grandi dell'Alto Adige. Il famoso lago di Caldaro, che si trova in una posizione idilliaca, contribuisce a dare alla zona un tocco quasi mediterraneo.

Con i suoi quasi 950 ettari di superficie coltivata a vigneti Appiano è il più grande comune vinicolo della provincia. Le particolari collocazioni delle coltivazioni sono tra loro altrettanto varie e diverse delle frazioni del centro principale: San Michele, San Paolo, Cornaiano con Colle Santa Croce e Frangarto. Caldaro (760 ettari di superficie coltivata a vigneti) è per ampiezza il secondo comune vinicolo dell'Alto Adige nonché la più conosciuta zona vinicola altoatesina non solo per il suo lago, ma anche per le sue condizioni climatiche eccezionalmente favorevoli alla coltivazione della vite.



Bassa Atesina

Un buon terzo della superficie coltivata a vite dell'Alto Adige, quasi 1.700 ettari, fa parte dei comuni vinicoli della Bassa Atesina, nell'Alto Adige meridionale. I più degni di nota sono senza dubbio Salorno con 400, Termeno con 380 e Cortaccia con 280 ettari di vigneti. Seguono Magrè all'Adige (190 ettari di vigenti), Egna (150 ettari), Montagna (130 ettari), Ora e Cortina all'Adige, con circa 60 ettari ognuno, Vadena con 40 ettari scarsi e, infine, Bronzolo con 25 ettari.

Le diverse posizioni, i differenti terreni e i molteplici microclimi dei vigneti della Bassa Atesina rendono possibili la coltivazione e la crescita dell'intera gamma di varietà di vite presenti in Alto Adige. Alcuni di questi vitigni tuttavia trovano qui condizioni ambientali particolarmente favorevoli e arrivano alla loro migliore espressione, diventando così i capofila della produzione: tra i vini bianchi soprattutto il Gewürztraminer, il Ruländer (Pinot grigio) e lo Chardonnay, tra i rossi il Pinot nero, il Cabernet e il Merlot.



Viticoltura


Sulle pendici montuose e sui colli della Val d'Adige, tra Merano e Salorno, e della Val d'Isarco, tra Bolzano e Bressanone, i vigneti sono la nota dominante del paesaggio. Sul fondovalle si trovano invece soltanto le zone di coltivazione del Lagrein (in particolare attorno al quartiere Gries di Bolzano, ma anche all'interno del territorio cittadino) e la grande area vinicola nel sud della provincia, vicino a Salorno. Da alcuni anni anche la Val Venosta media e inferiore, zona che ha ottenuto il più recente marchio DOC dell'Alto Adige, vive un periodo di fermento ed espansione nel campo vitivinicolo.

In 52 dei 116 comuni della provincia viene praticata la produzione di vino su scala commerciale. I vigneti dell'Alto Adige sono un mosaico composto da 5.000 aziende vinicole, in cui più di 10.000 persone lavorano con impegno e, spesso, con sacrificio.


Terroir
Per "terroir" si intende l'insieme di tutti i fattori naturali che caratterizzano un particolare luogo di coltivazione e influenzano i vigneti. Le più importanti componenti del terroir sono il terreno e la topografia locale, considerati nelle loro interazioni con il macroclima e il microclima della zona. La combinazione di tutti questi fattori conferisce a ogni località un ben preciso potenziale espressivo, che emerge nei vini prodotti in modo più o meno unitario nel corso degli anni, ma comunque indipendente dal variare dei metodi di coltivazione e delle tecniche di vinificazione. "Ogni frazione di territorio e ogni zona ha caratteristiche vinicole del tutto proprie, che in un altro posto non possono venire imitate in modo perfettamente corrispondente" (Jancis Robinson).
"Ritornare alle radici e alle origini!" è il motto di molti coltivatori. La domanda dei consumatori, infatti, confluisce su ciò che rende inconfondibile un vino: il particolare, il tipico, il caratteristico, in breve, l'autentico.



La qualità inizia nella vigna
Accanto a fattori climatici ideali - temperature adatte, precipitazioni presenti nella giusta quantità e molto sole - sono soprattutto i terreni a determinare l'alta qualità delle uve prodotte nei vigneti altoatesini. Il clima e il terreno sono due elementi che vanno considerati assieme, in quanto sono strettamente legati l'uno all'altro ed esercitano congiuntamente il loro influsso sulla crescita delle viti.
Il marchio DOC è stato attribuito per la prima volta ad alcuni vini altoatesini nel 1970. Da questo momento hanno avuto inizio anche le discussioni sull'opportunità di reimpostare la coltivazione e la produzione su prodotti di maggiore qualità. All'inizio degli anni 1980 l'intero settore vinicolo dell'Alto Adige è stato interessato da un ampio rinnovamento nel modo di pensare, che ha portato a una vera e propria trasformazione complessiva. In questo periodo sono state poste le basi  per l'odierna produzione di qualità.
Una delle mete più importanti di una produzione vinicola di qualità è di riuscire a conciliare la quantità con la qualità delle uve.



Terreni
I suoli adatti alla coltivazione della vite vengono generalmente suddivisi in terreni leggeri, medi e pesanti. Il 13% scarso della superficie vinicola dell'Alto Adige è composta da terreni leggeri. Si tratta di terreni sabbiosi, morbidi e dai componenti sottili, originatisi in seguito ai sedimenti e agli accumuli detritici portati dai fiumi e più anticamente dai ghiacciai. Essi costituiscono le pendici montuose e collinari della Val d'Isarco, della conca di Bolzano e Merano e di parti delle zone vinicole dell'Oltradige.
I terreni medi costituiscono il 70% circa delle zone vinicole dell'Alto Adige. Essi sono composti da materiali sedimentari e di depositi morenici mescolati a creta e a terra argillosa, e hanno una buona capacità di trattenimento dell'acqua.
Infine, il 17% dei vigneti altoatesini è situato su terreni pesanti. Tali terreni si trovano principalmente presso Termeno e Cortaccia, ai piedi delle montagne attorno al Passo della Mendola. L'alto contenuto di creta e argilla sabbiosa conferisce loro un'elevata capacità di trattenimento dell'acqua e delle sostanze nutritive.



La coltivazione: i metodi di sostegno delle viti si trasformano
Nei vigneti altoatesini la classica forma di sostegno delle viti, soprattutto sui terreni in pendenza, continua a essere la pergola. Oggi gli intervalli tra pianta e pianta sono tuttavia pensati per permettere un'illuminazione e un'aerazione ottimali e un comodo accesso ai contadini.
Sul fondovalle e su terreni in lieve pendenza si sta però affermando sempre più (per tutti i vitigni a eccezione della Schiava) il sistema di sostegno tramite fili di ferro. I vantaggi del nuovo sistema sono la riduzione dei costi di produzione dei sostegni, una minore mole di lavoro, una buona tenuta rispetto al peso delle piante e, a volte, una produzione di maggiore qualità, dovuta alla giusta distanza tra i filari e alla cura delle piante; tutto ciò spinge sempre più viticoltori a passare al nuovo sistema. I minori intervalli tra i pali diminuiscono il peso portato da ogni singola pianta e favoriscono così una qualità migliore e più uniforme.



La varietà giusta al posto giusto
Il 35% della superficie vinicola dell'Alto Adige è destinata alla produzione di uve bianche. Il 65% dei vigneti produce uve nere. Nelle nuove coltivazioni la scelta della varietà da coltivare è determinata da un'attenta valutazione delle caratteristiche del terreno e del microclima delle singole località. Ogni varietà deve trovarsi al posto giusto. Questo principio vale per la Schiava come per il Cabernet, il Pinot nero o il Merlot, e per tutti i vitigni da vino bianco.
Varietà di vite a crescita troppo alta fanno diminuire la qualità. Per questo oggi si tende a indurre una crescita delle piante debole o moderata. Nel centro sperimentale Laimburg è in corso un progetto di ricerca di ampio respiro, che prende in esame il rapporto tra la varietà e le condizioni di coltivazione. Scopo del progetto è ottenere dati più precisi sulla situazione della coltivazione vinicola altoatesina, sulle condizioni locali che vi si incontrano e sull'adattamento dei principali vitigni a tali condizioni.

della qualità.



Cura del terreno
Il terreno è il "capitale" del viticoltore e deve venire mantenuto in buona salute in una prospettiva di lungo periodo. Oggi in Alto Adige si coltiva il 98% dei terreni vinicoli. Ciò preserva il suolo dall'erosione, favorisce la formazione e il mantenimento dell'humus e fornisce un gradito habitat vitale agli organismi utili. La carenza o l'eccesso di sostanze nutritive del terreno viene compensata da una concimazione mirata e vengono aggiunte sostanze nutritive adatte alle viti.
Nei trattamenti di protezione delle piante viene oggi seguito il principio della soglia di danno: è permesso ricorrere a trattamenti mirati solo in caso di accertata necessità. Si tende a preferire il più possibile i metodi biologici di difesa dai parassiti rispetto a quelli chimici. Si irrora quindi molto meno, ma in modo molto più mirato ed efficace.
Gruppi di promozione della qualità, gruppi riuniti per progetti specifici nell'ambito della protezione delle piante, una maggiore collaborazione tra i contadini e gli istituti di consulenza e ricerca così come l'informazione e l'aggiornamento promuovono a tutti i livelli un'unitaria ricerca della qualità.



Classificazione dei vini



Dal 1963 in Alto Adige la coltivazione, la produzione e la commercializzazione dei vini sono sottoposte a un severo controllo tramite la normativa DOC. Il 98,8% dell'intera superficie vinicola altoatesina è posto oggi sotto la tutela del marchio DOC. Con questa proporzione l'Alto Adige supera di gran lunga le altre province italiane. Il marchio DOC da un lato tutela il produttore da eventuali abusi della denominazione d'origine, dall'altro lato protegge il consumatore garantendo la provenienza del vino.


La normativa DOC
L'utilizzo della denominazione DOC è regolato dalla nuova legge n. 164 del 10 febbraio 1992 (Nuova disciplina delle denominazioni d'origine dei vini). Il principio fondamentale di questa legge è costituito dal rispetto della formazione piramidale della produzione vinicola italiana: alla base della piramide della qualità ci sono i vini da tavola, il gradino intermedio è costituito dai vini locali e al vertice della piramide stanno i vini DOC e DOCG nonché i vini provenienti da un'unica cantina.
Tutti i vini provenienti da un territorio con marchio DOC devono sottostare a severi controlli di qualità. I controlli iniziano già nella vigna, dove le quantità massime di produzione consentite per ogni vitigno sono calcolate esattamente, in quintali per ettaro. Per quanto riguarda la normativa sulla produzione vengono fissati per ogni vino il contenuto alcolico naturale minimo, il contenuto alcolico minimo al consumo, il valore minimo di acidità e infine il valore minimo di estratto secco. Il rispetto di queste norme viene verificato regolarmente attraverso analisi chimiche e organolettiche.



Alto Adige

Questa denominazione può venire utilizzata da sola unicamente per lo Spumante dell'Alto Adige e per l'Alto Adige Bianco. Accanto a essa va altrimenti indicata anche la varietà. Come specificazione di varietà sono accettate tutte le varietà di vini comuni e diffusi in Alto Adige. Più del 50% dei vini altoatesini portano la certificazione DOC "Alto Adige" più la specificazione della varietà (superficie coltivata ca. 3.345 ha).



Lago di Caldaro
A questa denominazione DOC non va premessa la dicitura "Alto Adige", in quanto il "Lago di Caldaro" può venire prodotto anche in cinque comuni del Trentino. Se tuttavia il "Lago di Caldaro" viene prodotto nei comuni altoatesini di Caldaro, Appiano, Termeno, Cortaccia, Montagna, Egna, Ora, Vadena o Bronzolo, la sua etichetta può riportare la denominazione "classico". In questo caso anche al marchio "Lago di Caldaro" può venire anteposta la denominazione "Alto Adige". Il "Caldaro" viene prodotto da uve Schiava, alle quali può venire aggiunto fino al 15% di Lagrein o Pinot nero. Vini "Lago di Caldaro" particolarmente pregiati possono riportare anche la denominazione aggiuntiva "Scelto". La superficie di coltivazione del "Lago di Caldaro" ammonta a circa 770 ha.


Alto Adige Meranese
Questo vitigno cresce nei vigneti attorno a Merano e viene prodotto da uve Schiava. Tra i vini Schiava dell'Alto Adige il "Meranese" si contraddistingue per un sapore particolarmente morbido e fruttato. La sua superficie di coltivazione ammonta a circa 175 ha.



Alto Adige Santa Maddalena
Il "Santa Maddalena" cresce sulle colline e sulle pendici montuose a nord di Bolzano. Anch'esso, come il "Meranese", viene prodotto da uve Schiava, ma può contenere fino al 15% di Lagrein o Pinot nero. Il "Santa Maddalena" è noto come un vino particolarmente vigoroso ed è forse il più pregiato tra i vini Schiava dell'Alto Adige. La sua superficie di coltivazione è di circa 286 ha. 



Alto Adige Valle Isarco
In Val d'Isarco si coltivano quasi esclusivamente vini bianchi; l'unica eccezione è l'"Alto Adige Valle Isarco Klausner Laitacher", che accanto al 50-60% di Schiava contiene in genere anche Portugieser, Lagrein e Pinot nero. La denominazione "Alto Adige Valle Isarco" deve essere seguita dalla specificazione della varietà o della località di produzione. Tipici di questa zona sono in particolare il Silvaner e il Müller Thurgau. La superficie di coltivazione ammonta a circa 248 ha.



Alto Adige Terlano
Come la Val d'Isarco, anche la conca di Terlano è una tipica zona di produzione di vini bianchi. Il nome "Alto Adige Terlano" senza specificazione di varietà può contrassegnare degli uvaggi di vini bianchi che contengano almeno il 50 % di Pinot bianco o Chardonnay; in tutti gli altri casi deve venire specificata la varietà. La superficie coltivata si estende per più di 159 ha.


 

Alto Adige Colli di Bolzano
La zona di coltivazione dell'"Alto Adige Colli di Bolzano" circonda come una cintura la zona del "Santa Maddalena". Questo vino è un tipo di Schiava come il "Santa Maddalena", meno vigoroso ma in compenso più fruttato. La sua piccola zona di coltivazione si estende ormai solo su circa 14 ha.



Alto Adige Valle Venosta
Si tratta della più recente zona DOC dell'Alto Adige, riconosciuta solo nel 1995 tramite un decreto del ministero dell'Agricoltura. I vini Valle Venosta sono ricchi di acidi e per questo frizzanti. Alla denominazione "Alto Adige Valle Venosta" deve venire aggiunta la specificazione della varietà. L'"Alto Adige Valle Venosta" viene coltivato su circa 24 ha. 




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